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Programmare? Non troppo

Ogni allenatore dovrebbe avere chiari nella testa gli obiettivi sui quali lavorare con la propria squadra, quindi un programmazione scuola calcio settimanale o mensile su cui strutturare le proprie sedute di allenamento. Ma all’interno della singola seduta di allenamento quanto spazio lasciate all’osservazione e alla eventuale modifica di certe esercitazioni?

Da istruttore a istruttore varia il metodo, le abitudini e tutto il resto: c’è chi preferisce avere con se un foglio con scritto un programma dettagliato, e chi invece si appunta solamente una scaletta e poi le tempistiche, le varianti e gli accorgimenti li adotta in base a quello che vede.
Come si dice sempre: la verità sta nel mezzo.
Sicuramente non si può improvvisare, bisogna arrivare al campo muniti di foglietto e penna e avere chiaro il programma da svolgere; ma all’interno del programma ci possono essere esercizi che non riescono o che non si adattano bene al nostro gruppo (o magari siamo noi che non riusciamo a farci capire dai nostri giocatori – ci avevate mai pensato?), e in questi casi bisogna essere bravi ad osservare, accorgersi della situazione e modificare qualcosa.

Altro punto fondamentale è quello dei tempi: chi preferisce darsi un tempo e chi preferisce il q.b. (quanto basta). Diciamo che a seconda del tipo di lavoro/gioco che si sta proponendo, può essere più utile prefissare un tempo, per non caricare troppo la concentrazione o la fatica dei nostri ragazzini; oppure in certi casi c’è bisogno di più tempo per assimilare i principi del gioco, e quindi potremmo sforare nei minuti che avevamo previsto e magari dover sacrificare qualche altra esercitazione.
Proprio in quest’ultimo caso mi vengono in mente alcuni giochi situazionali dove magari i giocatori necessitano di un pochino di tempo in più per comprendere fino in fondo i concetti chiave.
(Ad esempio in questo esercizio: 2vs1 per la ricerca dell’ampiezza)
Nel caso, invece, di esercizi caratterizzati più dal lavoro analitico è sicuramente necessario porsi un limite di tempo, anche perché l’entusiasmo dei nostri bambini/ragazzi non credo che sia alle stelle in quelle occasioni.

Insomma, il programmare la seduta è quasi d’obbligo, ma all’interno della stessa l’istruttore deve essere bravo ad osservare e valutare se modificare qualcosa, cogliendo segnali proprio dagli stessi giocatori.