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L’istruttore

La figura (non semplice) dell’istruttore di Scuola Calcio è sicuramente nata (e continua a esserlo in gran parte) come attività di volontariato. Bisogna però precisare che non basta la buona volontà per essere istruttori, ma sono necessarie una serie di competenze specifiche riguardo alla sfera dei bambini, sia per raggiungere risultati gratificanti sia per evitare di creare danni nella crescita tecnica e psico-fisica degli allievi. È molto importante, quindi, conoscere a fondo le dinamiche dell’apprendimento motorio, i processi che regolano la maturazione fisica e le fasi sensibili che stanno alla base dello sviluppo delle capacità coordinative.

Oltre ad allenare le abilità tecnico-motorie, un istruttore ha anche il compito di formare i giovani dal punto di vista educativo. Deve quindi essere in grado di adattarsi alle varie fasce d’età con le quali lavora, modulando la comunicazione e la gestualità, in modo da far apprendere gli obiettivi prefissati con semplicità e metodo. L’errore più classico che viene commesso è quello di trattare i bambini come dei piccoli – adulti: la ragione sta nel troppo agonismo che è radicato in certe società e certi istruttori, bisogna avere la forza di pensare alla crescita dei ragazzi e non al risultato. Non è un compito facile, soprattutto perché deve essere attuato anche dalle famiglie e da tutto ciò che ruota intorno al campo.

Ma prima o poi capiremo che è questa la strada da percorrere…