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Scuola calcio: joystick in panchina?

Arriva il week end, e per noi istruttori della scuola calcio (e non solo) il “week end” è sinonimo di partita.
E’ l’appuntamento più atteso della settimana, forse quello che ci fa sentire veramente allenatori. Ma per voi rappresenta un occasione per vincere o per verificare il processo di apprendimento dei vostri ragazzi?

Generalmente si predica molto bene, ma poi si razzola male. Se per voi la partita rappresentare l’occasione di conquistare i 3 punti validi per la classifica, forse la scuola calcio non è proprio il posto più adatto voi, tanto è vero che le classifiche, in molte fasce d’età) non sono nemmeno previste dalla federazione. Questa esasperata voglia di vincere molte volte ci porta a guidare dalla panchina i nostri giocatori, proprio come se avessimo nelle mani un joystick, e il nostro schermo della playstation fosse il campo vero. “Giocala a Matteo” “aspetta..aspetta..passala ora!” “Tira col destro”.
Così facendo, però, stiamo offrendo al ragazzo una soluzione veloce, che gli permette di risolvere il problema: “A chi la devo passare adesso?” …se questo problema viene risolto dal mister in panchina, come facciamo a sapere se il giocatore in questione prenderebbe la scelta giusta?  Ripetono quello su cui lavorate in settimana? Se siamo noi allenatori a guidarli dalla panchina, questo non lo sapremo mai.
Più che la conquista dei 3 punti, quello che dovrebbe interessare ad un istruttore di scuola calcio è verificare a che punto è il processo di apprendimento dei propri ragazzi/bambini. Un processo che attraverso il gioco ci può portare alla vittoria, che è l’obiettivo ultimo della scuola calcio.

Facciamo un esempio: da qualche settimana lavorate sul 2vs1, avete trascorso molto tempo a proporre ed analizzare le varie situazioni che si possono presentare, avete dato consigli e fornito suggerimenti attraverso esercitazioni situazionali…ecc..
Quando poi in partita capita un 2vs1, come lo interpretano i vostri giocatori? Dobbiamo riuscire a capire se effettivamente ciò che abbiamo spiegato a loro nelle settimane precedenti sia stato recepito e assimilato. Dobbiamo valutare se fanno la cosa giusta o se sbagliano ancora. E dobbiamo scoprire tutto questo per capire se il modo con cui ci approcciamo a loro è quello corretto, se il metodo con cui insegniamo è quello giusto, se riusciamo a fargli assimilare i concetti.
Se continuano a sbagliare ripetutamente il 2vs1, allora dobbiamo farci noi delle domande: evidentemente non riusciamo a farci capire, o forse il metodo che usiamo non è quello più adatto alla fascia d’età con cui lavoriamo.
E’ giusto, ed è la cosa che più ci fa crescere, porsi delle domande e cercare di rivalutare le proprie idee se ci accorgiamo che non funzionano.

Per fare questo è necessario lasciar giocare i ragazzi, fargli prendere delle decisioni, e noi dobbiamo osservare e valutare. E poi intervenire in settimana, proponendo esercizi e giochi che insieme alle nostre parole possano far capire loro determinati concetti. Anche a costo di prendere qualche goal in più.
Ho paura che siano parole buttate al vento, e che la maggior parte di noi continuerà a preferire i 3 punti rispetto ad una crescita lenta, ma costante.