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Essere convincenti: dalle parole alla pratica

Capita molte volte che consigli forniti ai nostri giocatori non vengano seguiti, e, cosa ancor più grave, non venga nemmeno fatto un tentativo!
Parlando di scuola calcio, bisogna fare attenzione a non contendere i giovani con gli adulti: nel senso che dei ragazzini non possono essere trattati come degli adulti (che è forse il problema principale delle scuole calcio). Tuttavia credo che alcuni aspetti possano coincidere, ad esempio il fatto di essere convincenti nei confronti dei propri giocatori, di qualunque età essi siano: se non riusciamo a convincere loro di quello che diciamo, beh, non aspettiamoci che ci diano retta.

La prima regola per essere convincenti è crederci noi stessi, dobbiamo essere convinti di quello che diciamo. Se non ci crediamo nemmeno noi, sarà impossibile farci credere qualcun altro. Fate attenzione, perché i giocatori sentono quando noi crediamo in qualcosa, per cui percepiscono quando invece gli stiamo raccontando qualcosa di cui nemmeno noi ne siamo convinti. E’ la stessa cosa che succede nel rapporto figlio-genitore: un figlio è in grado di capire quando il genitore crede veramente in qualcosa, oppure quando sta facendo un bluff .
Ogni ragazzino, ma anche ogni adulto, è diverso. Per cui un allenatore dovrà essere in grado di capire le situazioni, gli stati d’animo, i momenti dei suoi giocatori, uno per uno. In base a ciò che si osserva si potrà poi intervenire, toccando alcuni punti precisi: per gli adulti potrebbe essere l’orgoglio, piuttosto che la fame della vittoria; per i bambini invece bisogna avere più tatto e saper calarsi al loro livello, non guardandoli dall’alto verso il basso (dimentichiamo “io comando”). Questo è uno dei motivi per cui non tutti, a mio giudizio, sono in grado di lavorare nello sport con i giovani, specialmente con i bambini. Alcune doti devono essere naturali, non si comprano al supermercato e tantomeno si inventano, ma certamente si possono migliorare! MAI DIMENTICARLO!
Che siano grandi o piccini, sicuramente un buon metodo da prendere in considerazione è quello di far sperimentare il successo, e in questo senso intendo proprio il passaggio dalle parole alla pratica, vi spiego…
(In particolar modo lavorando con i bambini, nei quali la sfida è il pane quotidiano, la voglia di giocare e di vincere è più forte di tutto).

Esempio:
Proponiamo un 2vs1, all’interno di una gara tra un gruppo e un altro. I 2 giocatori in possesso palla vorranno fare goal per riuscire a prevalere sull’altro gruppo rivale nel campo accanto.
Se vogliamo convincerli che il passaggio al compagno è un buon metodo per risolvere il 2vs1 e quindi andare a fare goal, dobbiamo fargli provare il successo, cioè dobbiamo fare in modo che riescano a fare goal dopo aver fatto un passaggio. Così facendo avranno sperimentato loro stessi l’efficacia del passaggio, e avendo fatto goal, saranno incentivati a provarlo di nuovo, anche in partita.

Questo è solo un esempio, il concetto si può adattare a infinite altre situazione. Il mio consiglio per chi lavora con i bambini è quello di non perdere tempo con tante parole, a spiegare situazioni o analizzare goal presi, poiché l’attenzione dei bambini calerà dopo 30 secondi. Quello che vi suggerisco è di cercare di convincerli attraverso giochi e situazioni che possano far sperimentare a loro ciò che state proponendo, che sia un gesto tecnico, una finta, una giocata, un movimento, ecc.